Non fiori ma opere di bene

Primarie si, primarie no, primarie Pum!

Posted in Uncategorized by diegozun on 16 novembre 2010

Le primarie Milanesi, che sanciscono il competitor principale dell’attuale sindaco Moratti, sono terminate con un giudizio in linea con quanto accade su e giù per il paese: i 70 mila votanti preferiscono al candidato di scuderia Stefano Boeri, il candidato “indipendente” supportato dalla sinistra più o meno radicale Giuliano Pisapia.Il nostro vince per 5 punti percentuali comportando le dimissioni dell’intero gruppo dirigente Democratico.

Allora mi domando: a cosa servono le primarie? Un voto costoso, che mette in campo energie e risorse, che spinge a privilegiare la volenterosa ricerca dei voti alle questioni programmatiche, che divide piuttosto che unire. Perché le dimissioni di una dirigenza dopo la mancata espressione del “proprio” candidato e le dichiarazioni sfavorevoli al candidato vincente di eventuali alleati accodati alla soluzione più comoda equivalgono a una piagnucolante moina: “abbiamo perso, non giochiamo più”.
Se l’elezione primaria deve essere di plastica, per confermare il candidato principale (e.g. Prodi, Veltroni) allora è meglio non farle, sarebbe una tassa ai cittadini e ai candidati imposta da un partito e nulla più. Se l’elezione primaria è stabilita di coalizione ed è una prova di maturità di un’area politica nel voler concedere ai cittadini la facoltà di scegliere chi più li rappresenta (del resto 70 mila Milanesi paganti sono sempre meglio di poche decine di dirigenti
stipendiati) allora è bene che la dirigenza di quest’area politica dia prova di questa maturità e resti in sella accettando la sfida consegnatale dagli elettori stessi.
Purtroppo non voterò a Milano, ma da suo abitante vorrei che i pretendenti alla sua amministrazione terminassero al più presto i piagnistei, le remore e i tatticismi affrontando sin da subito il programma perché è questo il vero luogo del confronto democratico, il luogo delle convergenze politiche per un ritorno alla normalità che sempre più persone si aspettano dalla politica, e a onor del vero, non dai politici. L’augurio è quello di trovare per le strade, per le sezioni, per i gazebo non tanto delle facce più o meno note quanto delle idee, dei progetti: una concretezza che purtroppo spesso manca a una classe politica sempre più tendente all’espressione di una professione liberale e meno all’impegno pubblico che un cittadino vorrebbe si realizzasse.

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La gnagna vince sempre sui gay e sui trans

Posted in Uncategorized by diegozun on 2 novembre 2010

 

Dal tremendo delitto di Avetrana, che ha intasato i palinsesti di speciali e cattivo gusto ad oltranza, alle divertenti facezie del nostro dottor B. , il quale se non ricoprisse un incarico delicato a livello istituzionale e diplomatico, tanto farebbe ridere i grandi e i piccini con le sue simpatiche avventure.


Dallo “zio Orco” al Bunga Bunga, dalla bruttina “cugina misteriosa” alla divertente e sensuale “Ruby Rubacuori”,

anche l’occhio vuole la sua parte e al sempiterno settantatreenne capo del governo si affianca la (non proprio) delicata freschezza della giovane intrattenitrice!

E mentre il mondo grida vergogna non capisce che il premier ci ha salvati dall’ennesima invasione di cronaca nera con questo gossip leggiadro, dove l’ammirazione per la dongiovannesca figura del capo del governo si tinge -ahimé per un solo anno!- di pedofilia!

Da provetto showman oggi ci è pure uscito con la battuta sui gay! Perché il suo partito certo non annovera assolutamente persone attratte da individui dello stesso sesso ma solo grandi amatori, che mutuano la prestanza fisica del “fedele alleato leghista” e lo spirito implacabile del loro leader.

La frase non offende i gay in generale -mi chiedo quale autorevolezza può ormai suscitare questa macchietta italiota senza più freni alle orecchie di chi già non lo sopporta- ma quegli omosessuali del Pdl che -come i calciatori-  magari nell’ombra, per evitare l’omofobia di altri amici di partito un po’ troppo destrorsi, cercano di coniugare la propria filosofia politica (che spesso si astiene dal consigliare comportamenti tra le lenzuola) con le loro preferenze.

Alla faccia di Luxuria, di Vendola e di chicchessia! La figa vince sempre sui gay e sui trans! Strillerà qualche militante, accondiscendendo il fatto che il Leader ha solo saputo interpretare ancora una volta al meglio la volontà popolare e che quella sarebbe una frase detta dalla stragrande maggioranza della Gente.

“Non leggete i giornali!”-apostrofa ulteriormente il nostro- e francamente ha ragione, oggi pure i Suoi gli danno contro e, tra una Rubacuori che entra e un Orco che esce tra il solito turbinio di commenti indignati provenienti dalle opposizioni quasi quasi non trova spazio la notizia dell’imminente esecuzione in Iran di Sakineh, donna che fosse stata un po’ più bella e giovane il nostro filantropissimo Presidente avrebbe di certo lo stesso straordinario soccorso inventandola nipote di qualche Capo di Stato…

 

 

 

sulle parole di Ravera e Pizzorno

Posted in Vita politica in Riviera by diegozun on 23 agosto 2010

Onde fare chiarezza, ma soprattutto economia di tempo ed energie, in qualità di Consigliere Nazionale mi preme ricordare ai signori Segretari di Udc e Prc che le parole del nostro Segretario Provinciale Paolo Caviglia in merito alle possibili alleanze tra Psi e Udc quali nuovo motore di una forza di centro sinistra sono ciò che è stato espresso durante il Congresso del nostro partito a Perugia il 9 luglio: molte convergenze con Udc, molte meno con Rifondazione.
Nonostante abbia molta meno esperienza del Segretario Ravera, ricordo che le adesioni con riserve ed eccezioni, di certo molto affascinanti per mostrarsi partiti “di lotta e di governo”, hanno comportato a Roma la caduta del governo Prodi pochi anni or sono, consegnando il Paese a un bipolarismo di plastica caratterizzato dalla scomparsa della fisiologica varietà politica nel parlamento italiano e da un governo irrispettoso della Costituzione, basato sul populismo, sulla demagogica, sulla finzione.
Per quanto riguarda l’Udc, non sono nuove le strategie locali, e quanto espresso attraverso il nostro segretario non è altro che la strategia delineata durante il congresso: cercare preferibilmente convergenze con l’Udc, senza “tirare per la giacca” nessuno nè fare “giochi di potere”, quantomeno, dalla nostra posizione –ahimè- soprattutto, offrire qualsivoglia genere di sedili.
La sfida che ha lanciato il Segretario Provinciale del Psi è “semplicemente” (così tanto non è sembrato a quanto pare) quella di sapere aderire pienamente a un programma per acquisire tutti i partiti all’interno della Coalizione maggiore credibilità presso l’elettorato in qualità di solida maggioranza di governo di una città, ponendo quale condicio sine qua non per correre insieme alle elezioni solamente la base di una coalizione elettorale: il compromesso.

Diego Zunino
Consigliere Nazionale del Partito Socialista Italiano

l’incubo del Berlusbossi

Posted in Vita politica in Riviera by diegozun on 23 agosto 2010

di Amedeo Maddaluno

Queste elezioni verso cui sembriamo approssimarci saranno l’ultima prova d’appello per il popolo italiano, l’ultimo appello per il paese. Se il bicefalo Berlusconi – Bossi rivince, sarà inarrestabile nel suo progetto di demolizione dello Stato.

Bossi vuole, ed avrà, questo suo federalismo misterioso, di cui nessuno conosce i conti, a quanto ammonteranno e chi pagherà. Alla domanda, Tremonti, che con Letta è la vera eminenza grigia del sistema, tace beffardo.

Berlusconi vuole il presidenzialismo, per terminare il mandato e salire al Quirinale da plenipotenziario. Il ruolo di inquirenti sarà tolto ai magistrati e dato alla polizia, cioè al ministero degli interni, cioè al governo. Il ruolo di garanzia del presidente della Repubblica sarà fuso con quello di capo di un governo presidenzialista. Quanto al parlamento, è già stato svuotato abbastanza dal porcellum, ma con una nuova vittoria elettorale di Berlusbossi, e col presidenzialismo a elezione diretta del capo dello Stato, diventerebbe mera appendice dei duumviri. Bossisconi sarebbe di fatto un dictator perpetuus, che accentrerebbe nelle proprie zampe il potere legislativo, l’esecutivo, il ruolo di garante del Capo dello Stato, e il controllo sulla magistratura – magari rimuovendo anche l’obbligatorietà dell’azione penale, sottoposta ad indirizzi parlamentari o governativi.

L’opposizione, a forza di perdere un’elezione dopo l’altra, evaporerebbe. Forse qualcuno sarebbe attratto nell’orbita del gigante sempre vincitore, ma chissà se sarebbe accettato? Forse in alcune elezioni locali. L’opposizione non governerebbe più nulla, se non alcune regioni centrali e meridionali. Impossibilità di forgiare una classe dirigente vicina al territorio, impossibilità di far sentire la propria voce, impoverimento economico: diventerebbe un’opposizione strutturale di carattere prevalentemente intellettuale.

Il fronte della destra sarebbe ormai solo un fronte populista e paternalistico con punte di xenofobia demagogica, senza altri riferimenti ideologici. La destra storica sarebbe epurata ed annientata, in tutte le sue tre anime che pure hanno contribuito a fare la storia del paese: quella post-missina (Fini), quella liberale (Adornato, Guzzanti, della Vedova, Dini), quella cattolico – conservatrice (Pisanu, Casini).

Ne rimarrebbe un monolite impenetrabile che però già oggi è, presso l’opinione pubblica, la cultura dominante, il pensiero unico, ovvero quanto deve fare più paura.

Basterebbe …

Posted in Uncategorized by diegozun on 18 maggio 2010

pubblicato su “Numero Unico”, annuario Collegio Universitario San Filippo Neri

Dopo due anni di oziosi articoli sull’attualità, una volta economica –Alitalia-, una volta tristemente di cronaca nera –Abruzzo-, quest’anno non mi smentirò in quanto ad oziosità ma parlerò astrattamente, ispirato dalla lectio metafisica (e giammai irenica! Tuonerebbe lui!) del professor Cacciari.
Toccherò in questa goliardica dissertazione anche il gettonatissimo e quanto mai frizzante tema del Collegio. Ora, alla luce del canone mensile corrisposto da ogni studente per una camera (un prezzo che Claudio Scajola giuducherebbe forse inaccettabile viste le sue visioni distorte del mercato immobiliare), ma soprattutto alla luce degli asfittici vincoli di bilancio imposti dalla Fondazione, verrebbe all’inquilino medio da chiedersi:<>. È l’inizio della fine: “il salto nel buio” à la Disraeli nel mondo della banalità e del luogo comune. Iniziano, si badi parlo quorum ipse specie in questo caso, i c.d. conti della serva… dunque 600 € per 100 fanno ben 60 000 € al mese che tolte le spese… diventano.. . La frase sta per divenire inevitabile come una valanga eccessivamente ingrossata che rovina pericolosamente da un pendio scosceso: <> benvenuti alla sagra dell’idiozia.
Noto con frequenza purtroppo sempre più ricorrente il trionfo di questo incipit nell’affrontare una qualsivoglia conversazione che ponga in essere una questione da risolvere. Orbene, il basterebbe è figlio di una cultura che vuole l’Italia paese di 60 milioni di commissari tecnici e di primi ministri: sessanta dittatori più o meno illuminati (o fulminati…) pronti a massimizzare il benessere sociali con un “basterebbe”! Il Milan non convince? “Basterebbe comprare Tizio e girare Caio in comproprietà e 2 milioni di euro” La giustizia fa schifo? “Basterebbe ridurre i gradi di giudizio (cit.) e informatizzare le procedure”. Elogiamo la banalità, l’outlet del buonsenso, a favore di un’elegante soluzione che resti a galla nel cervello del nostro interlocutore tanto basta perché si riesca ad eludere con eleganza una questione mostrandosene vincitore, in una situazione di “potrei ma non voglio” (cit.) occuparmi realmente della situazione.
Bene, in questo minestrone di concetti aggiungiamo anche l’esperienza personale: in questi anni ho imparato ben poche cose utili al mio futuro, una di queste è stata che “le situazioni sono maledettamente complicate” (M. Cattini, lezione di congedo, dicembre 2007). Ecco perché –idolatria nel carismatico docente a parte- non riesco a sopportare la banalità del “basterebbe”, l’ovvietà della soluzione hic et nunc del presto e bene, dell’ottimalità Paretiana in senso forte con il minimo sforzo.
Per concludere non voglio negarmi nulla di questo anno accademico e cito la conferenza che più ho apprezzato nel corso di questo anno accademico: Gian Antonio Stella. Non per Balotelli, ma per l’esortazione alla cittadinanza attiva che ha fatto. “Riconquistatevi le sezioni!” Partiti a parte, ha ragione. Investire in capitale sociale è oggi più che mai importante, quasi come l’investimento in capitale umano. Unirsi, condividere scopi e obiettivi è forse una maniera accettabile per far sì che una pluralità di “basterebbe” diventassero una proposta concreta, arricchendo maggiormente la cultura di una comunità e meno la distratta giornata routinaria del barista da cui prendiamo l’aperitivo.

Che cos’è la serialità televisiva?

Posted in Uncategorized by diegozun on 16 maggio 2010

Che cos’è la serialità televisiva?  È un’idea, un’invenzione fittizia per complicare la vita a studenti seri che perdono tempo nella compilazione di tesi di fidanzate che seguono improbabili corsi di laurea di stampo umanisticistico. Questo genera un gigantesco reddito per nullafacenti che scaldano poltrone di polverosi uffici di università vagamente rinomate in campi del tutto autoreferenziali (“polo di eccellenza dell’autoanalisi psicologica veterinaria”) e illudono le persone che le fiction siano un prezioso sincretismo tra scienze sociali accostando economia, sociologia, psicologia, et cetera e garantiranno loro un futuro reddito positivamente correlato a questo genere di preziosissime competenze. Scherzi a parte, la serialità televisiva è una storia con una trama la cui fine può essere dilazionata all’infinito. Sapevate che “sentieri” è stato trasmesso in radio nel 1937 la prima volta e ha terminato le trasmissioni nel 2009? Le scienze della Comunicazione sono un ottimo argomento per stupire ad un cocktail e forse è questo che in quei casi serve molto più di asettici modelli e teorie economiche autoreferenziali.

grazie a http://g-i-u-d-a.blogspot.com/.../radical-nerdchic.html

fine del delirio.

Invito i miei quattro aficionados a fornire un’esaurente risposta.

Io sto con Emergency

Posted in Per consegnare una goccia di splendore by diegozun on 13 aprile 2010

Nonostante il tempo per scrivere sia ridottissimo, anzi nullo non posso dispensarmi dall’esternare la più totale solidarietà a quanto stanno passando i tre uomini sequestrati dal governo afghano infangati dalle accuse di preparare un attacco terroristico al governatore locale in collaborazione con i Talebani

-Sono indignato che il ministro degli esteri si nasconda dietro la cautela diplomatica fino a pregare “che non siano colpevoli per la brutta figura che farebbe l’Italia” quando gli USA vogliono osservare il processo alla connazionale Amanda Knox senza troppe carinerie.

-Sono indignato che gli esponenti della maggioranza di governo abbiano avuto da preoccuparsi delle presunte dichiarazioni politiche di Gino Strada piuttosto che dello stato dei connazionali sequestrati.

-Mi preoccupa che persino i Talebani abbiano smentito la notizia, colti da un rigore logico che sembra mancare ai nostri illuminatissimi governanti: “Perché mai dovremmo pagare 500mila dollari a un ‘farangi’ (straniero) quando abbiamo centinaia di persone pronte per il ‘fidayin’ (attacco suicida)?”  Abdul Khaliq Akhund (http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/12/news/inchiesta_emergency-3282355/)

-Provo vergogna a sentirmi rappresentato in Senato anche dal Signor Bornacin, ben poco “onorevole” del Pdl coinvolto in questo patetico siparietto:

A margine della cerimonia, Bornacin ha parlato dei tre operatori di Emergency arrestati in Afghanistan (in fondo alla pagina, il link per leggere le ultime notizie sulla vicenda): «Qualche collusione con i terroristi devono averla avuta». Criticando l’assenza delle istituzioni locali alla commemorazione di Quattrocchi, Bornacin ha aggiunto: «Scommetto che sabato il sindaco Vincenzi andrà in piazza a firmare per la liberazione dei tre volontari di Emergency» ((http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2010/04/13/AMRR5abD-emergency_volontari_quattrocchi.shtml))

-Spero vivissimamente che per sabato non sia più necessario doversi preoccupare per Matteo Dell’Aira, Matteo Pagani e Marco Garatti ai quali auguro un pronto rientro in Italia e le più doverose scuse, qualora le accuse montate su di loro si dovessero rivelare, come apparente, inconsistenti da parte delle autorità Italiane.

Fare Politica, una responsabilità necessaria.

Posted in Vita politica in Riviera by gabrielemarino on 27 marzo 2010

di Gabriele Marino

Ad ormai pochissime ore dal termine di una campagna elettorale a tratti estenuante, la tranquillità di una serata di pioggia, in quella Milano che è ormai diventata la mia seconda casa, offre (per la prima volta, in verità, dopo infinite settimane di frenesia) lo spazio per fermarmi a riflettere. Certamente non avrei pensato, quando qualche anno fa decidevo di compiere i primi passi nell’agorà politica, che non molto tempo dopo mi sarei ritrovato a dover giustificare il mio impegno, quasi fosse qualcosa di inutile, di irragionevole o (peggio) disdicevole. Non avrei creduto che “fare politica” sarebbe diventato, nell’uso comune, sintomo di scarsa rispettabilità e propensione al malaffare. Gli ultimi mesi, in particolare, mi hanno riservato più di un’occasione per scontrarmi con una realtà, ormai divenuta pacifica, che mi rattrista e mi addolora. Questa reazione, che potrà forse sembrare ingenua alla luce di ciò che la cronaca politica ci propone ogni giorno, è invece il frutto di non poca ponderazione, oserei dire di studio.
Per quanto sia reale ed innegabile il patologico decadimento morale di coloro che scelgono, per passione o per necessità, di occuparsi della cosa pubblica, non altrettanto ineluttabile dovrebbe essere l’atteggiamento di rassegnazione ed apatia che, invece, sembra pervadere il nostro Bel Paese. Un solo nome merita il sentimento di coloro che, di fronte all’evidenza dei fatti, scelgono semplicemente di disinteressarsene, di restare -pur criticando- spettatori impotenti: ignavia.
Ignavia intesa nel senso “Dantesco” del termine, quale atteggiamento indegno di giungere tanto alla grazia del Paradiso quanto alle pene dell’Inferno. Sembra ormai che in Italia spopoli un’unica categoria di professionisti: i professionisti del “tanto è così che vanno le cose”, rovina e dannazione di un paese che pretenda di guardare al futuro. Imperversano, orgogliosi di sbandierare ai quattro venti il loro “non voto” il loro preteso disinteresse (mascherato il più delle volte da superiorità), la loro pigra rassegnazione. Non ho potuto far altro che indignarmi nel leggere la lettera aperta scritta dal Direttore Generale di una delle più prestigiose università d’Italia al figlio: “vai via da questo paese finché sei in tempo!”. Che cosa possiamo pretendere dal famoso Italiano medio se anche coloro che siedono ai vertici della formazione accademica si permettono di assumere atteggiamenti simili? Di sputare senza riguardo sulla memoria di tutti coloro che per quest’Italia democratica hanno speso una vita intera, da Calamandrei in poi?
Un simile esempio di ignoranza ed aridità non trova termine di paragone alcuno, in quei paesi che noi chiamiamo progrediti.
Stretto tra una classe politica ormai quasi indifendibile ed un’opinione pubblica incomprensibilmente priva di qualsiasi stimolo, mi concedo il lusso di credere che l’impegno pubblico -soprattutto da parte di un giovane- debba essere lodato ed incentivato. Mi lascio andare all’utopia di una società civile capace di costruire un reale progresso (non certo sotto la guida di comici improbabili, scurrili strilloni in viola ed altre amene figure); mi impegno per far sì che coloro nei quali alberga ancora qualche latente valore civico (e civile) abbandonino la comodità del luogo comune, poltrona preferita dai cervelli pigri, e tornino ad esercitare un pensiero critico, scomodo sgabello per encefali che tentano di esercitare la propria fisiologica funzione.
Non abbiano paura, i giovani come me, di tornare a guardare oltre il proprio naso perché proprio in loro, proprio in noi, risiede l’unica vera speranza di questo paese. Assumiamoci la responsabilità di ciò che la storia ci consegna, per quanto deteriore possa sembrarci oggi. L’incapacità di tornare a pensare “in potenza” è ciò che rischia di ingessare l’Italia in una condizione indegna della sua storia e delle sue infinite risorse. L’unica via per uscire da una crisi che sembra irreversibile -e si tratta di una crisi morale e valoriale, prima che economica- è accettare di fare la propria parte, di sentire impegno e partecipazione come piccoli grandi doveri di ognuno di noi.
Questo risponderò, a tutti coloro che mi opporranno la loro fiera ed ovina disillusione, non pretendete che il vostro paese vi offra ciò che desiderate se non siete disposti a fare nulla di davvero propositivo per lui. L’onesto cittadino non è solamente colui che onora i propri obblighi fiscali, è anche e soprattutto chi è capace di assumersi la responsabilità del futuro del suo paese.
Molti, che vorrebbero dirsi saggi, si affretteranno a profetizzare la morte precoce di quello che qualificheranno “impeto giovanile” ma che cosa, amici miei, ha saputo muovere la storia se non una sapiente combinazione di impeto e coscienza?
“La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, recita il secondo comma dell’articolo 1 della nostra carta fondamentale. Restituire significato a queste parole, a partire dal 28 e 29 Marzo prossimi, è compito di ognuno di noi

Delirio di un’indigestione elettorale

Posted in Per consegnare una goccia di splendore, Vita politica in Riviera by diegozun on 24 marzo 2010
Prego assaggi questa tartare di manzo con il prezzemolino qui dell’orto è deliziosa… e domani una pizzata informale presso la Rotonda dove poter assimilare insieme a carboidrati e grassi i promesse e progetti concreti di una Regione migliore, di un futuro più roseo più efficiente più sano il tutto senza mettere le mani in tasca a nessuno, offre la casa offre il mio futuro reddito garantito fino alla morte da una regione più efficiente più risparmiosa più sana in poche parole migliore. Non dimentichi la prego di segnalare il mio nome presso famiglia presso amici ai conoscenti non importa se di destra o sinistra la prego mi faccia votare mi faccia votare da chi vuole lei mangia rinfreschi e promesse io mangio voti è l’economia elettorale è il benessere sociale che massimizza l’utilità del dietologo. Mangi non si faccia problemi qui ce n’è in abbondanza: si figuri ! E anche se è stato dagli altri partiti può comprendere che qui si mangia e si pensa meglio non trova? io ti offro una cena e un sottogoverno per 100 preferenze, cosa vuole che siano? Mia nuora è una persona perbene si figuri che si è fatta da sola non se ne curi delle malelingue e beva questo crodino, non sa di rame, è  gratis, gratis tutto offerto in cambio di un piccolo voto: il mio programma è fatto di soli buoni propositi in favore del merito del buongoverno della sanità migliore e fuori la politica dalla sanità ma dentro la sanità nella politica siamo tantissimi dottori aitanti assessori siamo tanti negozianti aitanti governanti tutti filantropi per il bene dei cittadini. Non arriva a fine mese? guardi non me lo dica non si immagina nemmeno quanto ho speso per questa campagna elettorale non creda che le tipografie lavorino per il nostro bene e poi lei non sa quanto potrei aiutarla qualora riuscisse a garantirmi un degno sostegno!  e’ solo un piccolo piccolo sforzo e insieme possiamo farcelaSta vomitando? Ma come??? Guardi che mi sono perfettamente assicurato che il pesce è freschissimo… c’è un medico in sala?!

Albissola Marina e La Forza della Regione

Posted in Vita politica in Riviera by diegozun on 11 marzo 2010
COMUNE DI ALBISSOLA MARINA- Provincia di Savona
Comunicato Stampa
11 marzo 2010
Sabato 13 marzo alle 10,30 nella sala congressi in via dell’Oratorio (vicino alle Poste) si
terrà, alla presenza dell’ assessore regionale Carlo Ruggeri, l’incontro pubblico tra
amministratori e cittadini sul Piano Generale di Sviluppo.
Il documento programmatico, che la legge prevede debba essere allegato al bilancio, è il
nuovo strumento attraverso il quale le amministrazioni comunali hanno la possibilità di
progettare e immaginare lo sviluppo e la crescita di paesi e città. La giunta di Albissola
Marina ha ritenuto fondamentale portare a conoscenza dei cittadini il lavoro svolto, prima
dell’approvazione in consiglio comunale.
Tra i punti salienti del Piano:
·  La realizzazione del Polo Scolastico
·  Lo spostamento dell’asilo comunale
·  Il riesame della viabilità
·  La ricerca di aree idonee ad ospitare nuovi parcheggi pubblici
·  La ricerca di spazi per lo svolgimento di attività socio-culturali
“Il piano Generale di Sviluppo non è il libro dei sogni che non si realizzeranno mai –
precisa il vice sindaco Gianluca Nasuti – ma una linea programmatica che prevede
interventi fattibili e concreti. Certo, per poter poi rendere realizzabile ogni singolo
progetto sarà necessario avere il sostegno finanziario di enti sovra-comunali come la
Regione ed è per questo motivo che abbiamo invitato l’assessore alla Pianificazione
territoriale, Urbanistica, Infrastrutture e Logistica, Carlo Ruggeri”.

Ho letto sul sito del Comune questo invito così apparentemente innocuo.

Meglio fare chiarezza: Albissola Marina è governata da (parte de) il Partito Democratico.

Carlo Ruggieri è l’ex Sindaco di Savona, dimessosi nel 2005 per andare a fare l’Assessore in Regione, costringendo la sua città alle elezioni anticipate. Ora è candidato a queste elezioni sperando in una riconferma con una roboante campagna elettorale contraddistinta da “La forza della ragione”.

Ora, la forza della ragione mi suggerirebbe di non sprecare tonnellate di carta e di danaro tappezzando tutta la Provincia Savonese, nè facendo parte di un Partito vicino al ceto medio -ora più che mai in difficoltà- nè facendo parte di un Partito che per principio di alternativa di governo dovrebbe dichiararsi per lo meno ambientalista. Immagino che bruci non essere nel listino.

La forza della ragione dovrebbe prevalere anche nei buoni sensi degli amministratori della mia Cittadina, o perlomeno la forza della furbizia evitando di reclamizzare in modo così plateale (c’è pure il Vice Sindaco che implicitamente ti suggerisce di votarlo per portare avanti i progetti della propria giunta).

La forza della ragione avrebbe dovuto spingere il circolo albissolese del Pd a volere sostenere personalmente questa onorevole candidatura mostrandola apertamente come campagna elettorale.

La forza della ragione suggerirebbe al circolo del Pd albissolese di invitare almeno un altro candidato oltre che il papabilissimo futuro consigliere regionale, quanto meno in nome del pluralismo.

La forza della ragione vorrebbe invece un confronto politico visto che si è in clima di elezioni invitando anche figure competenti al di là dello schieramento

La forza della ragione (o della Regione) sta invece nell’avere il diritto -in barba al buon senso- di potere partecipare a un convegno pubblico da figura istituzionale, asettico del tanto vituperato clima politico ma invitando seraficamente tutta la cittadinanza lasciando i sospetti di una sordida campagna elettorale.

Ah dulcis in fundo: il nostro ha sul suo sito la citazione della Carta Costituzionale, non voglio fare commenti espliciti. Credo che il mio lettore medio sia sufficientemente intelligente per capire la sorprendente autoironia dell’importante relatore di cui Albissola Marina potrà inorgoglirsi nei tempi futuri.

Oriana Fallaci , buonanima, starà rivoltandosi nella tomba, e non mi immagino quante carinerie stia dicendo lassù dalle nuvole contro questi seri professionisti della comunicazione politica dopo la pessima “lettera ad un partito mai nato”.

Te la do io la forza della ragione, grullo!