Non fiori ma opere di bene

Un obiettivo comune per lo sviluppo di Albissola

Posted in Vita politica in Riviera by diegozun on 25 maggio 2011

Leggo con vivo interesse quanto il gruppo Consigliare Nuova Rotta abbia proposto per risolvere la situazione di assoluto disinteresse nei confronti del commercio Albissolese, delegando ad Ascom l’organizzazione di pur lodevoli iniziative ma purtroppo prive dell’autorevolezza che avrebbe con una cabina di regia affidata all’istituzione comunale.

La proposta “personale” del capogruppo Silvestro pare molto, troppo simile a quella presentata dal sottoscritto e discussa con molti commercianti del luogo, raggiunti dalla mia lettera durante le scorse consultazioni elettorali del 2009. A onore del vero, la mia bozza di progetto era anzi migliore con molti temi ignorati dal programma proposto dal pur ottimo Luigi Silvestro.

La mia proposta, vista la convergenza bi-partisan – e mi auguro che l’amministrazione comunale abbia il buon senso di renderla tri-partisan­- è quella di istituire una cabina di regia, uno steering committee (belin se fa figo l’inglese…) composta sì dalla maggioranza “rossa” ma con le adeguate rappresentanze dei gruppi consiliari e presieduta dalla volitiva e attenta consigliera delegata al commercio.

Il sottoscritto, quale politicante allo sbaraglio (anzi, visti i voti raccolti a Savona, “sbaragliato!”) offre tutte le sue competenze (il cosiddetto know-how: oggi sono in vena di inglesismi e particolarmente cattedratico) e la sua disponibilità a un programma di sviluppo capace di stimolare il commercio albissolese, ricco di molteplici opportunità inesplorate.

Nonostante i toni scherzosi la proposta è serissima: Albissola Marina merita uno sviluppo economico che non può prescindere da un’istituzione cruciale come l’amministrazione comunale e meglio sarebbe se le divergenze di fazione venissero accantonate per l’obiettivo di buon senso perseguito da ciascun gruppo. Specie se, come mi è stato detto in campagna elettorale, “dai commercianti non si cavano tanti voti”…

Diego Zunino

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A Modest Proposal

Posted in Vita politica in Riviera by diegozun on 2 maggio 2011

Ho letto con curiosità e divertimento il gesto straordinario di ben 400 (Quattrocento) studenti liceali classici e scientifici della ridente cittadina savonese che si sono eroicamente schierati -novelli partigiani- contro il concorso che voleva “equiparare arbitrariamente Resistenza e Fascismo”.

Da candidato nel centro sinistra dovrebbe essere automatica la condanna nei confronti del sordido atto del “fascista vile e traditor” e plaudere l’eroica impresa dei Quattrocento, che hanno dato una dimostrazione di una certa “maturità democratica”. (cit.)

Non è così. Mi stupisco infatti che 400, seppur tra due istituti, abbiano avuto la coscienza critica per poter leggere e interpretare una traccia, giudicarla faziosa e parziale e boicottarla. Così maturi nel ritenersi sufficientemente deboli da potere subire il plagio di una traccia!

Non tanto per lo spirito aristogratico che mi fa guardare con sufficienza agli studenti medi, quanto perché non fatico a immaginare le modalità di adesione, ben lungi dalla dimostrazione di “maturità democratica” quanto del c.d. “groupthink”, o per i non anglofoni “spirito bovino”.

Mi piacerebbe suggerire una cosa a quegli studenti che hanno firmato l’eroico comunicato e hanno permesso non poco sollucchero nell’oziosa giornata del Primo Maggio, coadiuvati dalla irresistibile giornalismo di Qualità del Secolo Decimonono che sostiene discutibile un avvenimento perché assente su Wikipedia.

Ricordare che sono esistiti crimini da parte dei partigiani, peraltro se questi riguardano una tredicenne non mi sembra molto fascista. Mi sembra umano e doveroso.  Non ricordare è fascismo rosso. Specie se questa protesta è montata dalla stessa sinistra che si stupisce se il Pdl si congratula per l’uccisione di Bin Laden mostrando uno squallido pietismo strumentale.

I venerandi partigiani hanno reagito all’occupante Nazista rispondendo loro con la stessa maniera: con il piombo dei fucili. Oggi questi Quattrocento potenziali Resistenti potrebbero partecipare al concorso rispondendo con la stessa moneta. I luoghi dove informarsi non mancano: Savona possiede una fornitissima biblioteca civica con anche raccolte di quotidiani, possiede ancora un Archivio di Stato, entrambi gli istituti possiedono biblioteche e poli di storia, esistono infine ancora superstiti alla Resistenza che sarebbero interessantissimi da intervistare. Alla peggio, nel caso di un trionfo della pigrizia ciascuno studente possiede un computer e può collegarsi ad internet.

Ovviamente risulta infinitamente più comodo -e per gli insegnanti, e per gli studenti- firmare piuttosto che partecipare attivamente, criticamente e in maniera Resistente se così si vuole. Si scoprirebbero tante cose interessanti da farne un libro, e magari venderlo per autofinanziare i propri istituti.

Altrimenti, immaginate quei partigiani che alle nostre età andavano a spararsi per bricchi, immaginateli in vece che lottare contro le “squadracce” a raccogliere firme e portarle a qualche giornale antifascista. Beh, allora il 25 aprile lo avremmo dovuto festeggiare al McDonald’s.

Cordialmente,

DZ

Non era un pesce d’aprile! Cazzo mi hanno candidato davvero!

Posted in Vita politica in Riviera by diegozun on 10 aprile 2011

ATTENZIONE: Questo è un comunicato con fini elettorali, se non vi interessa leggerlo per farvi un’idea su chi votare, non buttatelo!!!

E’ OTTIMO ANCHE PER CONCILIARE IL SONNO!!!

Ebbene, mi sarebbe piaciuto, da radical-chic, poter sorseggiare dello champagne sovietico di contrabbando (ricercatezza squisitamente gauchista) dal mio attico. E da lì guardare compiaciuto l’agone politico nella città capoluogo di provincia. Ma mi ci hanno gettato in mezzo -ah, vili!-, a lottare nel “sangue e merda” della politica vera, la più vuota, quella costruita su slogan con patetici doppi sensi similcreativi! Purtroppo anche quella più dannatamente vicina all’amico elettore mediano.

Mi presenterò dunque come candidato del Partito Socialista Italiano alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale della città di Savona. Alcune precisazioni:

-Anche se non candidato del Pd, sono democratico e mi piace avere amici indipendentemente dalle loro posizioni ideologiche, fino a quelle più estreme e/o deliranti

-Anche se né di Sinistra e Libertà né della Federazione delle Sinistre amo molto la sinistra. La uso spesso per scrivere, anzi sempre.

-Anche se non dell’Idv, sostengo i valori! Cielo! Si può essere candidati senza valori da proporre?!

-Anche se non candidato del Pdl, anche a me fanno le cose a mia insaputa. E soprattutto se dovessi essere il più votato di Savona di certo nessuno mi darebbe nemmeno l’incarico di vice consigliere di amministrazione della municipalizzata dei cestini pubblici, à la Gambaretto.

-Anche se non della Lega Nord mi piace il paese dove sono nato e ritengo sciocco lasciare agli amici che credono nella Padania il monopolio delle identità locali. Io amo così tanto la Liguria come popolo autonomo che già mi fa male pensarlo nella “Padania” con i Piemontesi che ci hanno annesso senza plebiscito nel Regno di Sardegna e i Veneti che tanto filo diedero da torcere alla Superba all’epoca delle repubbliche Marinare.

-Anche se non dell’Udc sono cattolico ma non per questo debbo fare il fondamentalista per consessi pubblici costringendo chi cattolico e vaticano non è a sottostare ad alcuni precetti del diritto canonico.

-Anche se non di Futuro e Libertà per l’Italia apprezzo molto che un suo giovane esponente sia stato l’unico a mettere un ripetitore wi-fi gratis a Savona.

-Anche se non candidato con i grillini, credo in alcune delle tesi da loro proposte ma a differenza del loro leader non possiedo un megayacht nè una villa, ma soprattutto non sono affatto simpatico come lui.(peccato, sai che bella festa nel caso avessi vinto le elezioni?)

A questo punto dovrebbe arrivare la manfrina: “votami! per una Savona migliore” “un giovane al consiglio comunale” “un’idea in comune” e via discorrendo; poi, affiancandovi come uno spacciatore lusitano la domenica mattina lungo la Rua Augusta, propinarvi un santino sgangherato con una foto riciclata da quelle per la carta d’identità con le indicazioni per votarmi.

Vi dico la mia proposta, ma in maniera “innovativa” (sapete, io faccio alla Bocconi un corso che si chiama Economics and Management of Innovation and Technology, sono innovativo, già per il solo fare la Bocconi meriterei di essere presidente del mondo) la rilascio in “creative commons”, una specifica proprietà intellettuale tale per cui i contenuti rilasciati sono fruibili da tutti, modificabili -preferibilmente migliorabili- con il solo vincolo di mantenere la stessa modalità.

Ecco, in quanto universitario vado spesso in biblioteca a Savona, e questa chiude sempre alle 18.30, inderogabilmente. Sarebbe bello che almeno per lo studio questa possa rimanere aperta fino alle 23, come in molte altre biblioteche, tra cui quella di Celle Ligure.
Se non tutto l’anno almeno durante le sessioni di esame degli universitari: nel lasso di tempo tra le 18.30 e le 23.00 la consultazione e il prestito sarebbero interrotti e il “guardinaggio” sarebbe concesso ad associazioni di volontariato, meglio se giovanili a costi ben inferiori di pagare ore extra agli amici biliotecari.

Questo è, se qualcuno poi vorrà salvarmi la faccia evitandomi il cappotto più totale (io sono di Albissola Marina, nemmeno posso votarmi!) ne sarei estremamente grato.

Con estrema deferenza e profondissimo rispetto dell’elettore sovrano,

Diego Zunino

P.s: Anche se Socialista non prendo tangenti ed ebbene sì, esisto ancora.

Il 14 Dicembre

Posted in Vita politica in Riviera by diegozun on 12 dicembre 2010

Giorni fa, cazzeggiando tra le applicazioni scaricabili sul mio telefonino ho trovato “Due anni di Buongoverno”, comodamente scaricabile gratis sul mio dispositivo. Oggi apprendo di un’affollatissima giornata politica a Genova con incontri del meglio del centrodestra Ligure. Ecco il mio fiero Presidente della Provincia brandire faceto un cartellone:

Il sornione ras di PalazzoNervi, che mai perde occasione per parlare e far parlare di sé, non avrà certo reso lieti i suoi amici associati dell’ANPI definendo Savona come provincia “liberata”. Mah.

Così come i promotori della libertà, i quali brandivano splendidi manifestini per Savona due settimane or sono per spronare il popolo dal torpore buonista di quei cattocomunisti di Fazio “il fazioso” (gioco di parole raggelante) e Saviano e ora tutelano il buon nome dell’azione di governo sfoggiando peraltro spiritose felpe :

C’erano tutti “a salutare chi per un poco senza pretese […] portò l’amore nel paese” persino l’eroico senatore sindaco Franco Orsi a dichiarare che “non vi è altra maggioranza possibile rispetto a quella voluta dagli elettori”, gli stessi elettori che ha così bene saputo interpretare in qualità di sindaco negando anche il ruolo di assessore ai giocattoli al consigliere Anziano Gambaretto!

E come non ricordare la rinnovata presenza dell’ex ministro, (mai) morto e ora risorto pronto di nuovo a traghettare il centro destra ligure verso nuovi sfavillanti lidi!

Certo, tra la riforma dell’Università  e le preoccupazioni sulle ripercussioni di una crisi di governo in questi tempi sulla finanza pubblica ero quasi quasi tentato di sperare che per un po’ tirassero avanti.

A rivederli e a risentirli tutti assieme quasi mi spiace tornare più vicino a un Bersani che si commuove in Piazza San Giovanni.

Buon 14 dicembre a tutti.

sulle parole di Ravera e Pizzorno

Posted in Vita politica in Riviera by diegozun on 23 agosto 2010

Onde fare chiarezza, ma soprattutto economia di tempo ed energie, in qualità di Consigliere Nazionale mi preme ricordare ai signori Segretari di Udc e Prc che le parole del nostro Segretario Provinciale Paolo Caviglia in merito alle possibili alleanze tra Psi e Udc quali nuovo motore di una forza di centro sinistra sono ciò che è stato espresso durante il Congresso del nostro partito a Perugia il 9 luglio: molte convergenze con Udc, molte meno con Rifondazione.
Nonostante abbia molta meno esperienza del Segretario Ravera, ricordo che le adesioni con riserve ed eccezioni, di certo molto affascinanti per mostrarsi partiti “di lotta e di governo”, hanno comportato a Roma la caduta del governo Prodi pochi anni or sono, consegnando il Paese a un bipolarismo di plastica caratterizzato dalla scomparsa della fisiologica varietà politica nel parlamento italiano e da un governo irrispettoso della Costituzione, basato sul populismo, sulla demagogica, sulla finzione.
Per quanto riguarda l’Udc, non sono nuove le strategie locali, e quanto espresso attraverso il nostro segretario non è altro che la strategia delineata durante il congresso: cercare preferibilmente convergenze con l’Udc, senza “tirare per la giacca” nessuno nè fare “giochi di potere”, quantomeno, dalla nostra posizione –ahimè- soprattutto, offrire qualsivoglia genere di sedili.
La sfida che ha lanciato il Segretario Provinciale del Psi è “semplicemente” (così tanto non è sembrato a quanto pare) quella di sapere aderire pienamente a un programma per acquisire tutti i partiti all’interno della Coalizione maggiore credibilità presso l’elettorato in qualità di solida maggioranza di governo di una città, ponendo quale condicio sine qua non per correre insieme alle elezioni solamente la base di una coalizione elettorale: il compromesso.

Diego Zunino
Consigliere Nazionale del Partito Socialista Italiano

l’incubo del Berlusbossi

Posted in Vita politica in Riviera by diegozun on 23 agosto 2010

di Amedeo Maddaluno

Queste elezioni verso cui sembriamo approssimarci saranno l’ultima prova d’appello per il popolo italiano, l’ultimo appello per il paese. Se il bicefalo Berlusconi – Bossi rivince, sarà inarrestabile nel suo progetto di demolizione dello Stato.

Bossi vuole, ed avrà, questo suo federalismo misterioso, di cui nessuno conosce i conti, a quanto ammonteranno e chi pagherà. Alla domanda, Tremonti, che con Letta è la vera eminenza grigia del sistema, tace beffardo.

Berlusconi vuole il presidenzialismo, per terminare il mandato e salire al Quirinale da plenipotenziario. Il ruolo di inquirenti sarà tolto ai magistrati e dato alla polizia, cioè al ministero degli interni, cioè al governo. Il ruolo di garanzia del presidente della Repubblica sarà fuso con quello di capo di un governo presidenzialista. Quanto al parlamento, è già stato svuotato abbastanza dal porcellum, ma con una nuova vittoria elettorale di Berlusbossi, e col presidenzialismo a elezione diretta del capo dello Stato, diventerebbe mera appendice dei duumviri. Bossisconi sarebbe di fatto un dictator perpetuus, che accentrerebbe nelle proprie zampe il potere legislativo, l’esecutivo, il ruolo di garante del Capo dello Stato, e il controllo sulla magistratura – magari rimuovendo anche l’obbligatorietà dell’azione penale, sottoposta ad indirizzi parlamentari o governativi.

L’opposizione, a forza di perdere un’elezione dopo l’altra, evaporerebbe. Forse qualcuno sarebbe attratto nell’orbita del gigante sempre vincitore, ma chissà se sarebbe accettato? Forse in alcune elezioni locali. L’opposizione non governerebbe più nulla, se non alcune regioni centrali e meridionali. Impossibilità di forgiare una classe dirigente vicina al territorio, impossibilità di far sentire la propria voce, impoverimento economico: diventerebbe un’opposizione strutturale di carattere prevalentemente intellettuale.

Il fronte della destra sarebbe ormai solo un fronte populista e paternalistico con punte di xenofobia demagogica, senza altri riferimenti ideologici. La destra storica sarebbe epurata ed annientata, in tutte le sue tre anime che pure hanno contribuito a fare la storia del paese: quella post-missina (Fini), quella liberale (Adornato, Guzzanti, della Vedova, Dini), quella cattolico – conservatrice (Pisanu, Casini).

Ne rimarrebbe un monolite impenetrabile che però già oggi è, presso l’opinione pubblica, la cultura dominante, il pensiero unico, ovvero quanto deve fare più paura.

Fare Politica, una responsabilità necessaria.

Posted in Vita politica in Riviera by gabrielemarino on 27 marzo 2010

di Gabriele Marino

Ad ormai pochissime ore dal termine di una campagna elettorale a tratti estenuante, la tranquillità di una serata di pioggia, in quella Milano che è ormai diventata la mia seconda casa, offre (per la prima volta, in verità, dopo infinite settimane di frenesia) lo spazio per fermarmi a riflettere. Certamente non avrei pensato, quando qualche anno fa decidevo di compiere i primi passi nell’agorà politica, che non molto tempo dopo mi sarei ritrovato a dover giustificare il mio impegno, quasi fosse qualcosa di inutile, di irragionevole o (peggio) disdicevole. Non avrei creduto che “fare politica” sarebbe diventato, nell’uso comune, sintomo di scarsa rispettabilità e propensione al malaffare. Gli ultimi mesi, in particolare, mi hanno riservato più di un’occasione per scontrarmi con una realtà, ormai divenuta pacifica, che mi rattrista e mi addolora. Questa reazione, che potrà forse sembrare ingenua alla luce di ciò che la cronaca politica ci propone ogni giorno, è invece il frutto di non poca ponderazione, oserei dire di studio.
Per quanto sia reale ed innegabile il patologico decadimento morale di coloro che scelgono, per passione o per necessità, di occuparsi della cosa pubblica, non altrettanto ineluttabile dovrebbe essere l’atteggiamento di rassegnazione ed apatia che, invece, sembra pervadere il nostro Bel Paese. Un solo nome merita il sentimento di coloro che, di fronte all’evidenza dei fatti, scelgono semplicemente di disinteressarsene, di restare -pur criticando- spettatori impotenti: ignavia.
Ignavia intesa nel senso “Dantesco” del termine, quale atteggiamento indegno di giungere tanto alla grazia del Paradiso quanto alle pene dell’Inferno. Sembra ormai che in Italia spopoli un’unica categoria di professionisti: i professionisti del “tanto è così che vanno le cose”, rovina e dannazione di un paese che pretenda di guardare al futuro. Imperversano, orgogliosi di sbandierare ai quattro venti il loro “non voto” il loro preteso disinteresse (mascherato il più delle volte da superiorità), la loro pigra rassegnazione. Non ho potuto far altro che indignarmi nel leggere la lettera aperta scritta dal Direttore Generale di una delle più prestigiose università d’Italia al figlio: “vai via da questo paese finché sei in tempo!”. Che cosa possiamo pretendere dal famoso Italiano medio se anche coloro che siedono ai vertici della formazione accademica si permettono di assumere atteggiamenti simili? Di sputare senza riguardo sulla memoria di tutti coloro che per quest’Italia democratica hanno speso una vita intera, da Calamandrei in poi?
Un simile esempio di ignoranza ed aridità non trova termine di paragone alcuno, in quei paesi che noi chiamiamo progrediti.
Stretto tra una classe politica ormai quasi indifendibile ed un’opinione pubblica incomprensibilmente priva di qualsiasi stimolo, mi concedo il lusso di credere che l’impegno pubblico -soprattutto da parte di un giovane- debba essere lodato ed incentivato. Mi lascio andare all’utopia di una società civile capace di costruire un reale progresso (non certo sotto la guida di comici improbabili, scurrili strilloni in viola ed altre amene figure); mi impegno per far sì che coloro nei quali alberga ancora qualche latente valore civico (e civile) abbandonino la comodità del luogo comune, poltrona preferita dai cervelli pigri, e tornino ad esercitare un pensiero critico, scomodo sgabello per encefali che tentano di esercitare la propria fisiologica funzione.
Non abbiano paura, i giovani come me, di tornare a guardare oltre il proprio naso perché proprio in loro, proprio in noi, risiede l’unica vera speranza di questo paese. Assumiamoci la responsabilità di ciò che la storia ci consegna, per quanto deteriore possa sembrarci oggi. L’incapacità di tornare a pensare “in potenza” è ciò che rischia di ingessare l’Italia in una condizione indegna della sua storia e delle sue infinite risorse. L’unica via per uscire da una crisi che sembra irreversibile -e si tratta di una crisi morale e valoriale, prima che economica- è accettare di fare la propria parte, di sentire impegno e partecipazione come piccoli grandi doveri di ognuno di noi.
Questo risponderò, a tutti coloro che mi opporranno la loro fiera ed ovina disillusione, non pretendete che il vostro paese vi offra ciò che desiderate se non siete disposti a fare nulla di davvero propositivo per lui. L’onesto cittadino non è solamente colui che onora i propri obblighi fiscali, è anche e soprattutto chi è capace di assumersi la responsabilità del futuro del suo paese.
Molti, che vorrebbero dirsi saggi, si affretteranno a profetizzare la morte precoce di quello che qualificheranno “impeto giovanile” ma che cosa, amici miei, ha saputo muovere la storia se non una sapiente combinazione di impeto e coscienza?
“La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, recita il secondo comma dell’articolo 1 della nostra carta fondamentale. Restituire significato a queste parole, a partire dal 28 e 29 Marzo prossimi, è compito di ognuno di noi

Delirio di un’indigestione elettorale

Posted in Per consegnare una goccia di splendore, Vita politica in Riviera by diegozun on 24 marzo 2010
Prego assaggi questa tartare di manzo con il prezzemolino qui dell’orto è deliziosa… e domani una pizzata informale presso la Rotonda dove poter assimilare insieme a carboidrati e grassi i promesse e progetti concreti di una Regione migliore, di un futuro più roseo più efficiente più sano il tutto senza mettere le mani in tasca a nessuno, offre la casa offre il mio futuro reddito garantito fino alla morte da una regione più efficiente più risparmiosa più sana in poche parole migliore. Non dimentichi la prego di segnalare il mio nome presso famiglia presso amici ai conoscenti non importa se di destra o sinistra la prego mi faccia votare mi faccia votare da chi vuole lei mangia rinfreschi e promesse io mangio voti è l’economia elettorale è il benessere sociale che massimizza l’utilità del dietologo. Mangi non si faccia problemi qui ce n’è in abbondanza: si figuri ! E anche se è stato dagli altri partiti può comprendere che qui si mangia e si pensa meglio non trova? io ti offro una cena e un sottogoverno per 100 preferenze, cosa vuole che siano? Mia nuora è una persona perbene si figuri che si è fatta da sola non se ne curi delle malelingue e beva questo crodino, non sa di rame, è  gratis, gratis tutto offerto in cambio di un piccolo voto: il mio programma è fatto di soli buoni propositi in favore del merito del buongoverno della sanità migliore e fuori la politica dalla sanità ma dentro la sanità nella politica siamo tantissimi dottori aitanti assessori siamo tanti negozianti aitanti governanti tutti filantropi per il bene dei cittadini. Non arriva a fine mese? guardi non me lo dica non si immagina nemmeno quanto ho speso per questa campagna elettorale non creda che le tipografie lavorino per il nostro bene e poi lei non sa quanto potrei aiutarla qualora riuscisse a garantirmi un degno sostegno!  e’ solo un piccolo piccolo sforzo e insieme possiamo farcelaSta vomitando? Ma come??? Guardi che mi sono perfettamente assicurato che il pesce è freschissimo… c’è un medico in sala?!

Albissola Marina e La Forza della Regione

Posted in Vita politica in Riviera by diegozun on 11 marzo 2010
COMUNE DI ALBISSOLA MARINA- Provincia di Savona
Comunicato Stampa
11 marzo 2010
Sabato 13 marzo alle 10,30 nella sala congressi in via dell’Oratorio (vicino alle Poste) si
terrà, alla presenza dell’ assessore regionale Carlo Ruggeri, l’incontro pubblico tra
amministratori e cittadini sul Piano Generale di Sviluppo.
Il documento programmatico, che la legge prevede debba essere allegato al bilancio, è il
nuovo strumento attraverso il quale le amministrazioni comunali hanno la possibilità di
progettare e immaginare lo sviluppo e la crescita di paesi e città. La giunta di Albissola
Marina ha ritenuto fondamentale portare a conoscenza dei cittadini il lavoro svolto, prima
dell’approvazione in consiglio comunale.
Tra i punti salienti del Piano:
·  La realizzazione del Polo Scolastico
·  Lo spostamento dell’asilo comunale
·  Il riesame della viabilità
·  La ricerca di aree idonee ad ospitare nuovi parcheggi pubblici
·  La ricerca di spazi per lo svolgimento di attività socio-culturali
“Il piano Generale di Sviluppo non è il libro dei sogni che non si realizzeranno mai –
precisa il vice sindaco Gianluca Nasuti – ma una linea programmatica che prevede
interventi fattibili e concreti. Certo, per poter poi rendere realizzabile ogni singolo
progetto sarà necessario avere il sostegno finanziario di enti sovra-comunali come la
Regione ed è per questo motivo che abbiamo invitato l’assessore alla Pianificazione
territoriale, Urbanistica, Infrastrutture e Logistica, Carlo Ruggeri”.

Ho letto sul sito del Comune questo invito così apparentemente innocuo.

Meglio fare chiarezza: Albissola Marina è governata da (parte de) il Partito Democratico.

Carlo Ruggieri è l’ex Sindaco di Savona, dimessosi nel 2005 per andare a fare l’Assessore in Regione, costringendo la sua città alle elezioni anticipate. Ora è candidato a queste elezioni sperando in una riconferma con una roboante campagna elettorale contraddistinta da “La forza della ragione”.

Ora, la forza della ragione mi suggerirebbe di non sprecare tonnellate di carta e di danaro tappezzando tutta la Provincia Savonese, nè facendo parte di un Partito vicino al ceto medio -ora più che mai in difficoltà- nè facendo parte di un Partito che per principio di alternativa di governo dovrebbe dichiararsi per lo meno ambientalista. Immagino che bruci non essere nel listino.

La forza della ragione dovrebbe prevalere anche nei buoni sensi degli amministratori della mia Cittadina, o perlomeno la forza della furbizia evitando di reclamizzare in modo così plateale (c’è pure il Vice Sindaco che implicitamente ti suggerisce di votarlo per portare avanti i progetti della propria giunta).

La forza della ragione avrebbe dovuto spingere il circolo albissolese del Pd a volere sostenere personalmente questa onorevole candidatura mostrandola apertamente come campagna elettorale.

La forza della ragione suggerirebbe al circolo del Pd albissolese di invitare almeno un altro candidato oltre che il papabilissimo futuro consigliere regionale, quanto meno in nome del pluralismo.

La forza della ragione vorrebbe invece un confronto politico visto che si è in clima di elezioni invitando anche figure competenti al di là dello schieramento

La forza della ragione (o della Regione) sta invece nell’avere il diritto -in barba al buon senso- di potere partecipare a un convegno pubblico da figura istituzionale, asettico del tanto vituperato clima politico ma invitando seraficamente tutta la cittadinanza lasciando i sospetti di una sordida campagna elettorale.

Ah dulcis in fundo: il nostro ha sul suo sito la citazione della Carta Costituzionale, non voglio fare commenti espliciti. Credo che il mio lettore medio sia sufficientemente intelligente per capire la sorprendente autoironia dell’importante relatore di cui Albissola Marina potrà inorgoglirsi nei tempi futuri.

Oriana Fallaci , buonanima, starà rivoltandosi nella tomba, e non mi immagino quante carinerie stia dicendo lassù dalle nuvole contro questi seri professionisti della comunicazione politica dopo la pessima “lettera ad un partito mai nato”.

Te la do io la forza della ragione, grullo!

I Paladini della Libertà e l’erba pipa

Posted in Vita politica in Riviera by diegozun on 25 febbraio 2010
In quest’ultimo periodo penso di stare assistendo a un sovraccarico mediatico di scandali cui forse avrò passivamente assistito solo nel 1992 quando, alloraquattrenne, ritenevo che i politici fossero una derivazione dei miei tanto amati poliziotti con le loro macchinine blu e le pistole e i caschi blu supereroi nella Jugoslavia, paese che chissà perché mi era vietato visitare con il solo tesserino azzurro del certificato di nascita.
Ora non vorrei fare il solito sinistrorso radical chic che sorseggiando il suo bicchiere di whisky di buona qualità si strugge “con la faccetta sempre sofferente” a spiegare “che quest’Italia fa schifo, che ne vorrebbe un’altra salvo che… non ha mai lavorato!” (cit.) pur tuttavia non posso fare a meno di non notare questo accanimento verso il mondo della politica in generale.
Prima Silvio, poi Marrazzo, dunque Delbono, per finire con Bertolaso. Accanto ascandali nel mondo della finanza come l’ultimo di Fastweb e il senatore eletto con i voti della ‘ndrangheta. Anche ad Albissola, nel mio piccolo paese viene
presuntamente “inchiodato” l’ex sindaco e nel piccolo, qualche blog lo ricopre di un fango mediatico di dubbia provenienza giacché di costui non si sa nemmeno il movente per cui avrebbe dovuto accettare, presso il proprio ufficio (sic!), una tangente da 50 000 €.
Il pericolo è quello di non riuscire più a distinguere l’informazione dalla calunnia, il vero dal falso. Tutto ribolle in un calderone cui si aggiungono ogni giorno nuovi ingredienti sempre gridando allo scandalo, logorando la credibilità delle istituzioni e, io sono convinto, intralciando il lavoro di indagine della magistratura.
Non posso giudicare se questa sia o meno ad orologeria, o come dice Spinoza.it nel caso di Bertolaso a sismografia, pur tuttavia sfido ora il lettore medio a non credere a un certo tipo di coincidenza o a non sentirsi in un periodo di forte instabilità.
D’altro canto l’attuale maggioranza, più “Orca Assassina” che “Balena Bianca”, va a nozze con questo clima, che fomenta istituendo una dicotomia gravissima e inaccettabile per ogni persona dotata di un briciolo di razionalità: la maggioranza è il bene e la libertà.  La sinistra il male che vuole comporre un esercito di extracomunitari per tentare un golpe elettorale una volta fallito quello togato.
Trasformare l’avversario in nemico è quanto di più riprovevole che io possa accettare: creare i “promotori della libertà” “Un esercito del bene contro l’esercito del male, di chi ama contro chi odia. Una forza popolare, un vero e proprio esercito di difensori della libertà, composto da uomini, donne, giovani,da italiani che si schierano e si impegnano”, che faranno capo direttamente a Lui.  Ecco questa è una dichiarazione di guerra assai medievaleggiante.
Dalle parole del Presidente mi è venuto in mente la scena finale de “Il signore degli Anelli – le due torri” con l’esercito dei cattivi -brutti, sporchi, puzzolenti e feroci- assalire la candida cittadella fortificata e venire sgominati alla fine dall’intervento di una pattuglia di cavalieri bianchissimi, guidati dal loro carismatico leader, il buon Gandalf il bianco.
A questo punto non ci resta da capire per quale esercito schierarsi, i paladini e le camicie verdi contro le orde sinistrorse. Per gli interessati è statoistituito persino un tesseramento online, ecco il link http://www.promotoridellaliberta.it/index.php/iscriviti/registers . Ora scusate ma mentre gli araldi
chiamano alle armi corro a Granburrone a fumarmi l’erba pipa.