Non fiori ma opere di bene

La Verità in tasca

Posted in Uncategorized by diegozun on 22 settembre 2012

Prendo spunto dalla disgustosa vignetta di Vauro Senesi che ha dipinto la Fornero come ‘squillo’. Fosse stato un vignettista qualunque di Libero o il Giornale a fare una simile vignetta su qualche donna di sinistra si avrebbe avuto tutto il movimento di “se non ora quando” nelle piazze, i giornali di sinistra si sarebbero sperticati nelle più biliose invettive gonfie di indignazione e ondate di intellettuali part-time sui social network ci avrebbero deliziati con impegnate riflessioni sull’assenza di rispetto della nostra in un paese che si dovrebbe dire democratico.
Volendo dire la mia sono andato sulla pagina di Facebook di Vauro sperando di trovare qualche critica all’operato del pur bravo vignettista. Lo zero assoluto: la caratura dei commenti dei supporter del nostro erano più simili a quelli di un dibattito calcistico da bar piuttosto che quelli inerenti una questione pubblica. Questo mi ha rattristato, fino a farmi dire che la sinistra italiana è vergognosa. E lo dico da rappresentante nazionale di un partito progressista.
Infatti, non trovo nulla peggiore che l’acriticità nel sostegno della propria fazione politica. La presunta superiorità etica prima della sinistra –allora unita nell’antiberlusconismo- poi di questi movimenti di popolo eterodiretti (e ‘sticazzi se a Parma decidono loro e Grillo da buon padre spirituale li guarda dall’alto con occhio benevolo, Tavolazzi docet) sono il sintomo dell’abdicazione dello spirito critico, della pigrizia nel prendere una propria opinione in merito: preferendo avere la verità in tasca, quella appresa sul sito internet che si propone di informare o di controinformare.
Non va distante la destra che si è mascherata per anni dietro un leader carismatico quale Silvio Berlusconi senza una decente critica di certi suoi eccessi, specie in politica estera, che ci hanno resi ridicolizzati ed impossibilitati a potere esercitare qualunque forma di potere contrattuale. Qualcuno si è trovato pure ad apprezzare Gheddafi.
La politica tifosa rende vano ogni tentativo da parte dei leader di accrescere il consenso sulla base dei programmi, preferendo –vista la maggiore efficacia- ridurre la competizione sul piano delle alleanze, dei loghi, degli slogan o dell’equilibrismo politico: in poche parole il calciomercato che tanto ci appassiona nei mesi estivi pre-campionato.
Finché la situazione resterà tale vedo poco spazio per la politica e per la democrazia matura, e ahinoi ancora molto per gli slogan urlati, le partigianerie più miopi e l’irrefrenabile successo di pagine come “Siamo la Gente il Potere ci Temono”.
Perché preferiamo essere Berlusconiani, Renziani, Bersaniani di religiosa osservanza Dalemiana o Veltroniana, Grillini, Vendoliani, Dipietristi, Finiani, Montiani, ma fatichiamo così spesso ad essere noi stessi. Noi non siamo né meglio né peggio di loro ed è per questa uguaglianza che dovremmo credere che ciò che essi dicono sia fallibile e preferire scrivere due righe in più con il proprio pensiero che cliccare su ‘condividi’ su Facebook o ‘retweet’ su Twitter.
PS: Oggi Sallusti è stato condannato a 14 mesi per reato d’opinione punito penalmente. Nonostante io abbia dissentito il 99.9% delle volte dal suo pensiero ritenendolo più delle volte uno zerbino del proprio editore e della propria fazione politica, a lui va la mia solidarietà: è ridicolo che in Italia qualcuno vada dietro le sbarre per diffamazione quando sarebbe sufficiente una sanzione pecuniaria. Ma forse ci sarà qualche pasdaran che ne avrà pure ghignato beffardamente dicendo che tanto è “un servo del potere berlusconiano” e che in tempo di guerra civile avrebbe ghignato a vedere qualche propria connazionale eccessivamente umiliata in pubblica piazza.

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iPhone 4S, Dano e la Kabbalah

Posted in Uncategorized by diegozun on 24 ottobre 2011

articolo scritto per http://www.focustech.it

Ricercando, come insegnatoci a fare all’Università Commerciale “L. Bocconi”, presso i social network la parola “iPhone 4S”, appariranno oltre a commenti entusiastici ed isterici dell’ennesimo record di vendite del melafonino “ad memoriam” anche le prime doglianze, sulla batteria.

Se la casa di Cupertino la scorsa volta aveva cannato l’antenna, ora ci ricasca garantendo all’utente attivo di iPhone 4S la bellezza di sei ore di batteria!
Abbastanza curiosa, riporto ai lettori la testimonianza di un mio amico che ha comprato domenica scorsa l’ambitissimo device oltreconfine, a Nizza.

La Batteria e Dano

“Dano”, questo il nome di fantasia, è felice del suo iPhone quasi un anno di interregno Blackberry, ma purtroppo accade che il vivace melafonino non regge la mezza giornata e nulla possono le frizzanti battutine dell’anglofono SIRI a rendergli l’allegria.

Alle sue preoccupazioni avevo risposto, pensando al video parodia di iPhone 4S: “Eccecredo, ci metti una macchina dentro, grazie al c***o che consuma un sacco!”. Purtroppo però i miei rilievi non godono della necessaria scientificità.

Accade che viene contattato da Apple -voci parlano di Steve Jobs direttamente dall’aldilà in sogno, ma l’operatore indiano è più attendibile- che ha “registrato anomalie nel consumo della batteria” e che invita il nostro amico a ricontattarli in seguito alla Quattrodicesima Ricarica.

Ometto ” for the reader’s sake” le mie perplessità su un’azienda che si fa gli affari della batteria del mio cellulare!

Dietro la numerologia di Cupertino si cela un misteriosissimo (per un mediocre laureato in Economia) sistema per cui la batteria dovrebbe entrare in rodaggio per poi performare alla grande. Ed è infatti così, dalla quattordicesima ricarica la vita media della batteria del 4S di Dano ha iniziato a performare esponenzialmente!

 

Prego pertanto qualcuno di questa nutritissima community di contribuire al mio post fornendo spiegazioni che riescano a superare la sola apotropaica fiducia nella “magia Apple”.

Grazie mille ai pazienti lettori che si sono sorbiti questa oziosa storiella e a presto!

 

Che cosa ricordare di Lei?

Posted in Uncategorized by diegozun on 16 luglio 2011

Buon 2011

Posted in Uncategorized by diegozun on 30 dicembre 2010

La nutritissima redazione del blog, augura ai suoi sparuti e selezionatissimi lettori un Sereno Nuovo Anno e la speranza che il 2010 non sia stato così male per tutti da doverlo per forza denigrare in patetici gruppuscoli di Facebook che ogni anno intasano fastidiosamente la mia bacheca.

Primarie si, primarie no, primarie Pum!

Posted in Uncategorized by diegozun on 16 novembre 2010

Le primarie Milanesi, che sanciscono il competitor principale dell’attuale sindaco Moratti, sono terminate con un giudizio in linea con quanto accade su e giù per il paese: i 70 mila votanti preferiscono al candidato di scuderia Stefano Boeri, il candidato “indipendente” supportato dalla sinistra più o meno radicale Giuliano Pisapia.Il nostro vince per 5 punti percentuali comportando le dimissioni dell’intero gruppo dirigente Democratico.

Allora mi domando: a cosa servono le primarie? Un voto costoso, che mette in campo energie e risorse, che spinge a privilegiare la volenterosa ricerca dei voti alle questioni programmatiche, che divide piuttosto che unire. Perché le dimissioni di una dirigenza dopo la mancata espressione del “proprio” candidato e le dichiarazioni sfavorevoli al candidato vincente di eventuali alleati accodati alla soluzione più comoda equivalgono a una piagnucolante moina: “abbiamo perso, non giochiamo più”.
Se l’elezione primaria deve essere di plastica, per confermare il candidato principale (e.g. Prodi, Veltroni) allora è meglio non farle, sarebbe una tassa ai cittadini e ai candidati imposta da un partito e nulla più. Se l’elezione primaria è stabilita di coalizione ed è una prova di maturità di un’area politica nel voler concedere ai cittadini la facoltà di scegliere chi più li rappresenta (del resto 70 mila Milanesi paganti sono sempre meglio di poche decine di dirigenti
stipendiati) allora è bene che la dirigenza di quest’area politica dia prova di questa maturità e resti in sella accettando la sfida consegnatale dagli elettori stessi.
Purtroppo non voterò a Milano, ma da suo abitante vorrei che i pretendenti alla sua amministrazione terminassero al più presto i piagnistei, le remore e i tatticismi affrontando sin da subito il programma perché è questo il vero luogo del confronto democratico, il luogo delle convergenze politiche per un ritorno alla normalità che sempre più persone si aspettano dalla politica, e a onor del vero, non dai politici. L’augurio è quello di trovare per le strade, per le sezioni, per i gazebo non tanto delle facce più o meno note quanto delle idee, dei progetti: una concretezza che purtroppo spesso manca a una classe politica sempre più tendente all’espressione di una professione liberale e meno all’impegno pubblico che un cittadino vorrebbe si realizzasse.

La gnagna vince sempre sui gay e sui trans

Posted in Uncategorized by diegozun on 2 novembre 2010

 

Dal tremendo delitto di Avetrana, che ha intasato i palinsesti di speciali e cattivo gusto ad oltranza, alle divertenti facezie del nostro dottor B. , il quale se non ricoprisse un incarico delicato a livello istituzionale e diplomatico, tanto farebbe ridere i grandi e i piccini con le sue simpatiche avventure.


Dallo “zio Orco” al Bunga Bunga, dalla bruttina “cugina misteriosa” alla divertente e sensuale “Ruby Rubacuori”,

anche l’occhio vuole la sua parte e al sempiterno settantatreenne capo del governo si affianca la (non proprio) delicata freschezza della giovane intrattenitrice!

E mentre il mondo grida vergogna non capisce che il premier ci ha salvati dall’ennesima invasione di cronaca nera con questo gossip leggiadro, dove l’ammirazione per la dongiovannesca figura del capo del governo si tinge -ahimé per un solo anno!- di pedofilia!

Da provetto showman oggi ci è pure uscito con la battuta sui gay! Perché il suo partito certo non annovera assolutamente persone attratte da individui dello stesso sesso ma solo grandi amatori, che mutuano la prestanza fisica del “fedele alleato leghista” e lo spirito implacabile del loro leader.

La frase non offende i gay in generale -mi chiedo quale autorevolezza può ormai suscitare questa macchietta italiota senza più freni alle orecchie di chi già non lo sopporta- ma quegli omosessuali del Pdl che -come i calciatori-  magari nell’ombra, per evitare l’omofobia di altri amici di partito un po’ troppo destrorsi, cercano di coniugare la propria filosofia politica (che spesso si astiene dal consigliare comportamenti tra le lenzuola) con le loro preferenze.

Alla faccia di Luxuria, di Vendola e di chicchessia! La figa vince sempre sui gay e sui trans! Strillerà qualche militante, accondiscendendo il fatto che il Leader ha solo saputo interpretare ancora una volta al meglio la volontà popolare e che quella sarebbe una frase detta dalla stragrande maggioranza della Gente.

“Non leggete i giornali!”-apostrofa ulteriormente il nostro- e francamente ha ragione, oggi pure i Suoi gli danno contro e, tra una Rubacuori che entra e un Orco che esce tra il solito turbinio di commenti indignati provenienti dalle opposizioni quasi quasi non trova spazio la notizia dell’imminente esecuzione in Iran di Sakineh, donna che fosse stata un po’ più bella e giovane il nostro filantropissimo Presidente avrebbe di certo lo stesso straordinario soccorso inventandola nipote di qualche Capo di Stato…

 

 

 

Basterebbe …

Posted in Uncategorized by diegozun on 18 maggio 2010

pubblicato su “Numero Unico”, annuario Collegio Universitario San Filippo Neri

Dopo due anni di oziosi articoli sull’attualità, una volta economica –Alitalia-, una volta tristemente di cronaca nera –Abruzzo-, quest’anno non mi smentirò in quanto ad oziosità ma parlerò astrattamente, ispirato dalla lectio metafisica (e giammai irenica! Tuonerebbe lui!) del professor Cacciari.
Toccherò in questa goliardica dissertazione anche il gettonatissimo e quanto mai frizzante tema del Collegio. Ora, alla luce del canone mensile corrisposto da ogni studente per una camera (un prezzo che Claudio Scajola giuducherebbe forse inaccettabile viste le sue visioni distorte del mercato immobiliare), ma soprattutto alla luce degli asfittici vincoli di bilancio imposti dalla Fondazione, verrebbe all’inquilino medio da chiedersi:<>. È l’inizio della fine: “il salto nel buio” à la Disraeli nel mondo della banalità e del luogo comune. Iniziano, si badi parlo quorum ipse specie in questo caso, i c.d. conti della serva… dunque 600 € per 100 fanno ben 60 000 € al mese che tolte le spese… diventano.. . La frase sta per divenire inevitabile come una valanga eccessivamente ingrossata che rovina pericolosamente da un pendio scosceso: <> benvenuti alla sagra dell’idiozia.
Noto con frequenza purtroppo sempre più ricorrente il trionfo di questo incipit nell’affrontare una qualsivoglia conversazione che ponga in essere una questione da risolvere. Orbene, il basterebbe è figlio di una cultura che vuole l’Italia paese di 60 milioni di commissari tecnici e di primi ministri: sessanta dittatori più o meno illuminati (o fulminati…) pronti a massimizzare il benessere sociali con un “basterebbe”! Il Milan non convince? “Basterebbe comprare Tizio e girare Caio in comproprietà e 2 milioni di euro” La giustizia fa schifo? “Basterebbe ridurre i gradi di giudizio (cit.) e informatizzare le procedure”. Elogiamo la banalità, l’outlet del buonsenso, a favore di un’elegante soluzione che resti a galla nel cervello del nostro interlocutore tanto basta perché si riesca ad eludere con eleganza una questione mostrandosene vincitore, in una situazione di “potrei ma non voglio” (cit.) occuparmi realmente della situazione.
Bene, in questo minestrone di concetti aggiungiamo anche l’esperienza personale: in questi anni ho imparato ben poche cose utili al mio futuro, una di queste è stata che “le situazioni sono maledettamente complicate” (M. Cattini, lezione di congedo, dicembre 2007). Ecco perché –idolatria nel carismatico docente a parte- non riesco a sopportare la banalità del “basterebbe”, l’ovvietà della soluzione hic et nunc del presto e bene, dell’ottimalità Paretiana in senso forte con il minimo sforzo.
Per concludere non voglio negarmi nulla di questo anno accademico e cito la conferenza che più ho apprezzato nel corso di questo anno accademico: Gian Antonio Stella. Non per Balotelli, ma per l’esortazione alla cittadinanza attiva che ha fatto. “Riconquistatevi le sezioni!” Partiti a parte, ha ragione. Investire in capitale sociale è oggi più che mai importante, quasi come l’investimento in capitale umano. Unirsi, condividere scopi e obiettivi è forse una maniera accettabile per far sì che una pluralità di “basterebbe” diventassero una proposta concreta, arricchendo maggiormente la cultura di una comunità e meno la distratta giornata routinaria del barista da cui prendiamo l’aperitivo.

Che cos’è la serialità televisiva?

Posted in Uncategorized by diegozun on 16 maggio 2010

Che cos’è la serialità televisiva?  È un’idea, un’invenzione fittizia per complicare la vita a studenti seri che perdono tempo nella compilazione di tesi di fidanzate che seguono improbabili corsi di laurea di stampo umanisticistico. Questo genera un gigantesco reddito per nullafacenti che scaldano poltrone di polverosi uffici di università vagamente rinomate in campi del tutto autoreferenziali (“polo di eccellenza dell’autoanalisi psicologica veterinaria”) e illudono le persone che le fiction siano un prezioso sincretismo tra scienze sociali accostando economia, sociologia, psicologia, et cetera e garantiranno loro un futuro reddito positivamente correlato a questo genere di preziosissime competenze. Scherzi a parte, la serialità televisiva è una storia con una trama la cui fine può essere dilazionata all’infinito. Sapevate che “sentieri” è stato trasmesso in radio nel 1937 la prima volta e ha terminato le trasmissioni nel 2009? Le scienze della Comunicazione sono un ottimo argomento per stupire ad un cocktail e forse è questo che in quei casi serve molto più di asettici modelli e teorie economiche autoreferenziali.

grazie a http://g-i-u-d-a.blogspot.com/.../radical-nerdchic.html

fine del delirio.

Invito i miei quattro aficionados a fornire un’esaurente risposta.