Non fiori ma opere di bene

A dumenega

Posted in Per consegnare una goccia di splendore by diegozun on 14 febbraio 2011

La (ig)nobile transizione sociale di questo Paese ha registrato un nuovo significante passo avanti: la “valorizzazionedi un proprio asset” da parte del gentil sesso permette a molte seducenti fanciulle di potere ambire ad incarichi di prestigio lautamente remunerati dal Sistema. Durante questa Domenica molte donne sono scese in piazza, qualche ministra -che certo ha in passato potuto contare su un’esclusione dalla Presidenza del proprio Consiglio Comunale per “manifesta incapacità”- le ha definite “poche radical-chic“. Suor Eugenia, per citare una delle poche intervenute, suppongo passi le proprie serate fuggendo dal convento per sorseggiare champagne tra magistrati e comunisti.

Un milione di donne, sparse per il globo terracqueo, a dissentire con il metodo di selezione che rende la donna meritevole solo quando orizzontale. La puttana diventa escort, la cacofonia muta in un soave barbarismo, il compenso sale non tanto sul piano economico, infinitamente su quello sociale. Non più “bagascia” ma purificata dalla catarsi sociale, la nostra ora può permettersi di salire in cattedra e rabbonirci attraverso le telecamere di molte emittenti televisive .

Di domenica un tempo era concesso alle prostitute genovesi di poter passeggiare per le vie della città, non certo esenti da commenti ipocriti e ingiuriosi da parte dei cittadini perbenisti e bigotti. Oggi uomini e donne italiani hanno significato la propria indignazione nei confronti di quella parte di uomini meno saggi che fanno passeggiare le bagasce per set televisivi e pubbliche istituzioni.

una dumenega insolita, non c’è che dire.

Un paese di manager

Posted in Per consegnare una goccia di splendore by diegozun on 11 gennaio 2011

Mi sta antipatica la pornografia, non quella di tette e culi, o -come suggerisce la porno-vending dell’autolavaggio di Savona- “anche piedi e gambe”, ma quella che ogni giorno ci è somministrata sui giornali cartacei e televisivi: il ragazzo che è mancato, le interviste ai super testimoni, le retrospettive dei fatti di cronaca nera, la tetrapilectomia dello stato politico attuale. Grande sperpero di inchiostro ed energie per saziare un’ingordigia perversa, una morbosità degna del più sordido Pascoli.

Mirafiori

L'immagine simbolo del referendum

Oggi è stata appena eletta la foto simbolo del referendum di Mirafiori, episodio chiave delle relazioni industriali: l’ex operaio che piange assistendo alle liti sulla vittoria del sì o del no. Era bello vedere i fotografi all’opera a guisa di avvoltoi sullo sfondo. Le lacrime, riportate sulle principali testate italiane, sono vere, sono le lacrime di un uomo che assiste all’agonia della classe operaia o forse già al suo funerale.

Il mio pensiero su un’eventuale outsourcing della manifattura nel settore automobilistico va a queste persone -coprotagoniste nel XX secolo della più grande crescita economica mai registrata nella storia- e ora, incancrenite dall’appiattimento sociale, dall’omologazione che pionieristicamente Pasolini intravide decenni or sono, sono costrette a una guerra intestina,  esposte al ludibrio di episodi sì disdicevoli ma forse troppo generalizzanti.

Non entrando nella questione ma limitandomi -superficialmente, da ottimo radical-chic- ad osservare questa bruttura mi domando cosa verrà dopo l’ipotetica deindustrializzazione del nostro Paese. Banalmente penso alla scarseggiante dotazione di capitale umano –quorum ipse, condannato a fare da ciotola a Cinesi e Indiani-, penso alle moltitudini di persone che votando a destra inseguono il sogno facile del capitalismo all’Italiana: soldi altrui per finanziarsi, poca propensione al rischio, alta attitudine alla dirigenza.

Temo l’evoluzione della pittoresca caratteristica del popolo Italiano: da 56 milioni di commissari tecnici a 56 milioni di manager. Certo: house manager, planning manager, control manager, food manager, pizza manager, bar manager, coffee manager, outlet manager, e chi più ne ha più ne metta.

Temo l’ambizione a dirigere il nulla, il rispetto di plastica che una posizione pseudo dirigenziale potrebbe comportare, l’autoreferenzialità che oltrepassa le competenze, la scrivania con un pc da cui connettersi a Facebook e scrivere di fare qualcosa di importante.

Ho il terrore di essere subissato da leasing, carte di credito, avversione al risparmio, feticismo del consumo, ostentazione del nulla.

Ho il terrore dell’individualismo spinto, incauto della solidarietà e del sociale, la cui piramide dei bisogni è rovesciata, interessato solamente nel suscitare ammirazione, invidia, adorazione: un assordante chiacchiericcio che maschera un vuoto pneumatico.

Sarò ipocrita, è vero. Ma io l’operaio vorrei vederlo tornare a sorridere, perché dopotutto, oltre i Rolex, le Audi, le vacanze à la Vanzina, i manager sono così tristi e soli, ma quando piangono loro non hanno i fotografi alle spalle.

Io sto con Emergency

Posted in Per consegnare una goccia di splendore by diegozun on 13 aprile 2010

Nonostante il tempo per scrivere sia ridottissimo, anzi nullo non posso dispensarmi dall’esternare la più totale solidarietà a quanto stanno passando i tre uomini sequestrati dal governo afghano infangati dalle accuse di preparare un attacco terroristico al governatore locale in collaborazione con i Talebani

-Sono indignato che il ministro degli esteri si nasconda dietro la cautela diplomatica fino a pregare “che non siano colpevoli per la brutta figura che farebbe l’Italia” quando gli USA vogliono osservare il processo alla connazionale Amanda Knox senza troppe carinerie.

-Sono indignato che gli esponenti della maggioranza di governo abbiano avuto da preoccuparsi delle presunte dichiarazioni politiche di Gino Strada piuttosto che dello stato dei connazionali sequestrati.

-Mi preoccupa che persino i Talebani abbiano smentito la notizia, colti da un rigore logico che sembra mancare ai nostri illuminatissimi governanti: “Perché mai dovremmo pagare 500mila dollari a un ‘farangi’ (straniero) quando abbiamo centinaia di persone pronte per il ‘fidayin’ (attacco suicida)?”  Abdul Khaliq Akhund (http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/12/news/inchiesta_emergency-3282355/)

-Provo vergogna a sentirmi rappresentato in Senato anche dal Signor Bornacin, ben poco “onorevole” del Pdl coinvolto in questo patetico siparietto:

A margine della cerimonia, Bornacin ha parlato dei tre operatori di Emergency arrestati in Afghanistan (in fondo alla pagina, il link per leggere le ultime notizie sulla vicenda): «Qualche collusione con i terroristi devono averla avuta». Criticando l’assenza delle istituzioni locali alla commemorazione di Quattrocchi, Bornacin ha aggiunto: «Scommetto che sabato il sindaco Vincenzi andrà in piazza a firmare per la liberazione dei tre volontari di Emergency» ((http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2010/04/13/AMRR5abD-emergency_volontari_quattrocchi.shtml))

-Spero vivissimamente che per sabato non sia più necessario doversi preoccupare per Matteo Dell’Aira, Matteo Pagani e Marco Garatti ai quali auguro un pronto rientro in Italia e le più doverose scuse, qualora le accuse montate su di loro si dovessero rivelare, come apparente, inconsistenti da parte delle autorità Italiane.

Delirio di un’indigestione elettorale

Posted in Per consegnare una goccia di splendore, Vita politica in Riviera by diegozun on 24 marzo 2010
Prego assaggi questa tartare di manzo con il prezzemolino qui dell’orto è deliziosa… e domani una pizzata informale presso la Rotonda dove poter assimilare insieme a carboidrati e grassi i promesse e progetti concreti di una Regione migliore, di un futuro più roseo più efficiente più sano il tutto senza mettere le mani in tasca a nessuno, offre la casa offre il mio futuro reddito garantito fino alla morte da una regione più efficiente più risparmiosa più sana in poche parole migliore. Non dimentichi la prego di segnalare il mio nome presso famiglia presso amici ai conoscenti non importa se di destra o sinistra la prego mi faccia votare mi faccia votare da chi vuole lei mangia rinfreschi e promesse io mangio voti è l’economia elettorale è il benessere sociale che massimizza l’utilità del dietologo. Mangi non si faccia problemi qui ce n’è in abbondanza: si figuri ! E anche se è stato dagli altri partiti può comprendere che qui si mangia e si pensa meglio non trova? io ti offro una cena e un sottogoverno per 100 preferenze, cosa vuole che siano? Mia nuora è una persona perbene si figuri che si è fatta da sola non se ne curi delle malelingue e beva questo crodino, non sa di rame, è  gratis, gratis tutto offerto in cambio di un piccolo voto: il mio programma è fatto di soli buoni propositi in favore del merito del buongoverno della sanità migliore e fuori la politica dalla sanità ma dentro la sanità nella politica siamo tantissimi dottori aitanti assessori siamo tanti negozianti aitanti governanti tutti filantropi per il bene dei cittadini. Non arriva a fine mese? guardi non me lo dica non si immagina nemmeno quanto ho speso per questa campagna elettorale non creda che le tipografie lavorino per il nostro bene e poi lei non sa quanto potrei aiutarla qualora riuscisse a garantirmi un degno sostegno!  e’ solo un piccolo piccolo sforzo e insieme possiamo farcelaSta vomitando? Ma come??? Guardi che mi sono perfettamente assicurato che il pesce è freschissimo… c’è un medico in sala?!

Dal Blog Azione Riformista, un “augurio” particolare di Gianni Gigliotti

Posted in Per consegnare una goccia di splendore by diegozun on 5 gennaio 2010

2012, LA FINE DEL MONDO
(The show must go on)

Ma che fretta c’è per questo 31 dicembre 2012, la fine del
mondo annunciata secondo la profezia che si rifà al
calendario Maya, verosimilmente un business programmato e
un’idiozia conclamata?.
Già sono in commercio i cornetti anti jella, napoletani
originali che altrimenti non sono efficaci, centinaia di
bunker in costruzione per la pappa&ciccia dei magnati,
i soliti quattro politici che ridono a crepapelle che tanto
neppure la fine del mondo, se mai fosse, riuscirà a
scollarli dalle loro poltrone.
E poi, suvvia, nessun rimpianto, nessuno tragico addio: che
in fondo lasciamo solo scorie di infimo valore, veleni e
qualche scampolo di odio, scientificamente abbiamo depredato
ogni angolo di questa pallina di ceralacca superbamente
chiamata “pianeta Terra” e che in verità abbiamo da tempo
svenduta al mercato delle pulci.
“The show must go on”, abbiamo ancora tre anni circa per
annegare in questa sciacquio mediatico, tanto basta per
impegnarci “seriamente” a portare a degno compimento questa
fine del mondo: che bisogna essere precisi e gli impegni
vanno sempre rispettati.
In fondo diciamo la verità, ci siamo anche divertiti,
furbescamente giocando a “ruba mazzetto” con la vita,
barando ovviamente, con deliri di onnipotenza,
manipolazioni oscene come la clonazione, droghe
sempre più pesanti, percorsi fuori strada in
(trans)siti pericolosi, ninfette ed escort alla coque come
uova di giornata.
Ognuno di noi ha le sue pazzie da frullare, qualche
scheletro nell’armadio, una pistola nascosta nel cassetto.
Basta pensarci per tempo a questo 21 dicembre 2012,
l’eventuale decesso abbreviato per cause di forza maggiore
altro non è che il classico incidente di percorso, prima o
poi capita a tutti, in fondo la vita è breve, è come
quelle scalette di pollaio corte e con gli scalini sporchi
di sterco.
Così per tutti, che i “Cavalieri dell’Apocalisse” già
sono allertati e fremono pregustando una mirabolante
vendemmia, “il vino fa buon sangue”, sicuramente ad
eclissare le più efferrate tragedie trascorse, i milioni
di ebrei trucidati nelle camere a gas, i milioni di
dissidenti scomparsi nei gulag sovietici.
Insomma, non preoccupiamoci più di tanto, se qualcuno
nutre qualche dubbio su questa catastrofe prossima
annunciata, lasci pure tranquillamente i quattrini in banca
e l’amante sotto le lenzuola: il 22 dicembre 2012, il giorno
dopo, probabilmente nulla sarà cambiato, sempre lo stesso
mondo approssimativo con l’uomo ugualmente egoista ed
ingarbugliato: se poi, al contrario qualcuno altro sarà
deluso dalla notizia rivelatasi falsa, c’è sempre il modo
di rimediare aprendo quel cassetto con la pistola e
provvedendo coerentemente di propria spontanea iniziativa.

P.S. data l’età, nel 2012 potrei non esserci, pertanto mi
premuro di lasciare un messaggio agli amici: “ci vediamo
più tardi”.

Gianni Gigliotti
http://www.azioneriformista.it

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Buon Natale 2009

Posted in Per consegnare una goccia di splendore by diegozun on 25 dicembre 2009

BUON NATALE!

Ai miei cari ed affezionati quattro lettori, i più vivi e sinceri auguri di un Buon Natale. Che non sia solo il fruscìo di qualche involucro scartato ma anche, per chi Crede, la possibilità di ricordarsi valori che spesso la nostra vita quotidiana ci assorbe e vanifica.

Cordialmente,

Diego Zunino

Buon Quattro Novembre a tutti

Posted in Per consegnare una goccia di splendore by diegozun on 4 novembre 2009

Ogni anno lo dimentico, infilzato tra un esame e l’altro: quest’anno no, me lo sono ricordato!

Il Quattro Novembre, croce e delizia di una nazione che non sa se poter avere il coraggio di celebrare l’unica vittoria nazionale o ripudiare una vittoria di Pirro, un massacro per qualche lembo di terra che le medaglie interalleate della Vittoria, coniate del bronzo nemico e dotate di un nastrino iridato così simile alle odierne bandiere per la pace, hanno voluto che venisse tramandato alla storia come “grande guerra per la civiltà”. (Suggerisco di guardare peraltro la tracotante tiratura italiana rispetto a quelle degli alleati al sito http://it.wikipedia.org/wiki/Medaglia_interalleata_della_vittoria)

Ora non voglio sbilanciarmi, questo giorno mi ha sempre imbarazzato: celebrare una guerra non è mai positivo, anche se non posso negare di imbarazzarmi quando ignoro i milioni di miei connazionali, che allora miei coetanei marciarono e marcirono per onorare una giovane patria, per la cui età poteva essere forse anche la loro madre.

In questo Quattro Novembre voglio fare un augurio, non invitando a festeggiare una “inutile strage”, ma a riflettere e dedicare un minuto a quanto sangue è stato disperso per creare e preservare questo nostro Paese, questo Paese che, dall’Alpe a Sicilia, tende sempre all’entropia, alla disgregazione verso la stolida sicurezza di un’autonomia, verso la mancanza di solidarietà nei confronti di quei “terroni” che si sono fatti macellare tra una trincea e una Caporetto per difendere quello che era il “suolo natio”, penso anche a quell’immigrato che tra le macerie di una trincea ha saputo comporre “una goccia di splendore” in tutto quel sangue, Giuseppe Ungaretti.

E’ stato ancora a causa di queste stragi che si è iniziato a pensare a una “società delle nazioni”, al tentativo di arginare le possibilità di una guerra, che poi hanno condotto allo straordinario ordinamento, seppur cavilloso burocratico, pletorico, pachidermico, dell’Unione Europea. A chi rivuole l’Europa delle Nazioni auguro di non dovere mai annegare in tutto il sangue versato da quando queste si costituirono.

Ecco, vorrei in questo Quattro Novembre potere guardare non tanto sfilate troglodite di un esercito ingessato ma la sinuosità delle due bandiere che sventolano al di sopra di ogni palazzo pubblico e poterne essere fiero e grato. Per chi, dalle Cinque Giornate di Milano a Capaci passando per Caporetto e Boves, combatte e spesso perde guerre per il bene di una tanto bistrattata patria.

 

Tutto il resto, dialetto a scuola e bandiere regionali, sono tutte -passate la volgarità- belinate.

Bianco Rosso Verde

 

Ciao Teresa…

Posted in Per consegnare una goccia di splendore by diegozun on 5 settembre 2009

Logo emergencyNon ti ho potuto conoscere quanto chi fortunatamente riesce a descriverti così bene, pertanto mi limito solo a ricordarti e salutarti anche in questa ridicola nicchia del world wide web.

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Terremoto

Posted in Per consegnare una goccia di splendore by diegozun on 6 aprile 2009

Non ha natura al seme
Dell’uom più stima o cura
Che alla formica: e se più rara in quello
Che nell’altra è la strage,
Non avvien ciò d’altronde
Fuor che l’uom sue prosapie ha men feconde.

La Ginestra, Giacomo Leopardi

Quando tutto crolla, collassa, si vaporizza in soffocante polvere sembra proprio che la vita torni al suo primale scopo: sopravvivere. Non più accecati da interessi o quant’altro ecco tutti precipitarsi sulle macerie, scavare per il solo scopo di salvare una vita. E’ una tragedia, un ritorno all’umanità pura, alla più basica funzione. Da qui nascono i piccoli titanici sforzi di solidarietà, di coraggio, ardore che tanto seppelliamo dietro ogni piccolo interesse. Trovo da un lato patetico scrivere queste righe comodamente seduto a Milano mentre l’Abruzzo si sfalda, ma vorrei riuscire a comunicare un flebile, flebilissimo bagliore di speranza nel profondissimo buio di una notte infernale. Dopotutto chi vedeva la crisi “gravissima” ora tace, grazie a Dio. Questa è una crisi, questo è grave, l’intensissima profusione fisica ed emotiva degli abitanti: i corpi nudi e i cadaveri riesumati dalla polvere, lo studente accanto al coinquilino per due anni deceduto, la madre scudo per la figlioletta di tre anni.
Tutti sconfitti, ricchi e poveri, italiani e immigrati, religiosi o laici. La battaglia è ora della “social catena” “contra l’empia natura”.
Tutto ciò mi sembra insanabile, in alcun modo, senza aiuti da disponibili “amici”. Quanto necessario è ora il silenzio, dell’opinione pubblica e, perché no, anche del mio melodrammatico e patetico canto funebre a queste povere anime…

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Sogno numero 2

Posted in Per consegnare una goccia di splendore, Vita politica in Riviera by diegozun on 22 gennaio 2009

Ascolta 
una volta un giudice come me 
giudicò chi gli aveva dettato la legge: 
prima cambiarono il giudice 
e subito dopo 
la legge. 

Fabrizio de Andrè – Storia di un impiegato.

“Fu un sogno ma non durò poco”…. sempre per citare Fabrizio!